Ashdown Engineering vanta oltre quindici anni di attività e fama mondiale.

Il giornalista Michael Heatley è andato a trovare il fondatore Mark Gooday, ecco l'intervista.

Senza dubbio c’è qualcosa di particolarmente britannico in Ashdown Engineering, la compagnia di amplificatori per basso fondata da Mark Gooday.

“Le macchine sono la mia seconda grande passione”

Ed ecco perché gli appassionati di macchine sportive vintage noteranno la somiglianza tra il logo di Ashdown e lo stemma della Austin-Healey.

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Prima di iniziare da solo, Mark Gooday sì è fatto conoscere insieme allo specialista di amplificatori Trace Elliot.
“Non avevamo nessun finanziamento – eravamo solo noi e le banche, il che ogni tanto poteva essere difficile. Quando avevamo solo pochi modelli disponibili, i nostri distributori giapponesi mandarono un ordine enorme finanziando tutto loro. Questo ci diede una spinta per iniziare alla grande."
Anche il supporto di artisti come John Entwistle è stato importante.
“Gli ho costruito un amplificatore in una notte, per il suo compleanno. L’ho finito alle 2 o alle 3… e non funzionava! È stato un po’ imbarazzante quindi ne ho costruito subito un altro. Lo usa ancora oggi dopo 15 anni.”

Prodotto localmente

Ashdown tende a produrre il più possibile nel suo territorio.

“Faccio del mio meglio per produrre il più possibile qui. Il costo della lavorazione dei metalli è praticamente lo stesso in tutto il mondo. Se la gente è disposta a spendere un pochino di più possiamo produrre i nostri amplificatori qui in Inghilterra. Ci piace farlo e il prodotto finale è senz’altro migliore, anche se è un lavoro massacrante.”

Quando la compagnia iniziò la produzione in Cina, Gooday era in viaggio ogni due o tre settimane.

“Sarò stato in Cina almeno 18 volte. Se non seguivo il lavoro di persona, al prodotto mancava qualcosa. Le parti elettroniche andavano bene, ma erano i piccoli dettagli…”

L’America è un gradino che Ashdown deve ancora superare.

“Ci siamo buttati troppo presto e abbiamo fatto un’enorme campagna made in USA. Pensavamo che avremmo avuto successo, invece la gente preferisce il made in England!”1

Ciò nonostante il profilo di Ashdown in America ha avuto un’impennata nel 2009 quando gli U2 hanno suonato allo show di inaugurazione per Barack Obama e un intero allestimento Ashdown fece la sua bella figura sulle scale del Lincoln Memorial a Washington.

Il secondo boom per Ashdown fu con la band Catatonia.

“Con loro i nostri prodotti erano sempre in TV. Mesi dopo i Foo Fighters acquistarono i nostri amplificatori a Seattle, dopo di loro Adam Clayton degli U2, e infine anche il grandissimo Paul McCartney. Paul registra con Ashdown ovunque si trova, quindi ogni studio di registrazione che sceglie è fornito dei nostri prodotti.”

Il prezzo del successo

La fama di Ashdown crebbe in fretta, 6 anni dopo la sua nascita l’industria Fender chiamò con l’idea di comprare l’azienda.

“Era tutto già pronto, contratto alla mano e un’offerta che mi avrebbe garantito tranquillamente la pensione… E invece alla fine comprarono la SWR. Tuttavia ho sempre visto questa faccenda dal lato positivo. Diciamo che mi diede una bella strigliata.”

Ma il progresso arrivò con un terribile prezzo. Circa nove anni fa Mark era in America per un viaggio di lavoro, non aveva dormito per quasi tre giorni e quando tornò a casa gli venne un infarto. Restò in ospedale per quattro settimane, un lato del suo 3corpo era paralizzato – ma non si lasciò andare. Con un laptop e un cellulare, riusciva comunque a mandare avanti l’azienda.

JJ Burnel, fedele cliente Ashdown e caro amico di Mark, chiamava ogni giorno per sapere come stava – un segno del forte legame che la compagnia ha con i suoi artisti.

Piccolo è bello

Gooday è circondato da quello che lui chiama “un bellissimo e piccolo team”.

“Siamo solo in 15: Dave Green è l'ingegnere per la nuova linea di pedali; mio genero Lee Alexander è il sales manager; Chris Bates è nella compagnia da quando ha 15 anni e si occupa di export; mio figlio Dan si occupa di marketing, gestisce il sito e i rapporti con gli artisti; il designer Clive Button lavora con me da 35 anni, e anche se ora vive in Indonesia, rimane un membro chiave del team.”

Tutti gli altri sono vicino all’azienda. Dave Green vive addirittura in una barca su un estuario non lontano dal lavoro. L’edificio marketing è un’ex-fattoria in Essex, dove Gooday possiede tutta la tenuta industriale. Così le spese generali restano basse, il profitto rimane all'azienda e non servono finanziamenti esterni.

Gooday enfatizza sull’affidabilità.

“I clienti vogliono qualcosa che funzioni bene. Sono 14 anni che gli U2 suonano con la stessa attrezzatura. Ma anche l’affidabilità può avere i suoi lati negativi. Ho un amico banchiere che sarebbe disposto a finanziarmi per far crescere Ashdown. Dice che ho un problema: se l’amplificatore dura per sempre, devo puntare sul reinventare i prodotti, o non avrò più niente da offrire.”

La filosofia di Ashdown Engineering è interamente basata sull’ottenere un suono dai bassi potenti, inoltre la compagnia supporta il cliente – che siano artisti di fama mondiale o meno.

"È ciò che facciamo, siamo una piccola compagnia, ma abbiamo un ottimo feedback. Viviamo e respiriamo quello che facciamo.”

Quali sono i desideri per il futuro di Mark Gooday?

“Voglio che la mia famiglia continui il mio business con un occhio di riguardo per il design. Non sono un bravo uomo d’affari, mi piace creare. Il nostro team va alla grande e spero nei prossimi cinque anni di essere più libero e prendermela più comoda invece che pensare a mandare avanti la compagnia. Sarebbe proprio interessante!”

Tratto dall'intervista di Michael Heatley.

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