AMPMAN, UN AMPLIFICATORE CHE SI CREDE PEDALIERA

25 Ottobre 2021

È finalmente online l’interessante approfondimento sugli Ampman di Hughes & Kettner a cura di Antonio Cangiano per Musicoff. 

Molto tempo fa, quando si parlava di “Amp in a Box”, si faceva quasi sempre riferimento a tipologie di prodotti che “davano l’impressione” di portarsi un amplificatore in formato ridotto.
Oggi con le possibilità costruttive analogiche e digitali moderne, possiamo trovare sul mercato interi sistemi di amplificazione dal form factor di uno o due pedali “tipo Boss”.
Uno degli ultimi esempi è quello portato dalla casa teutonica Hughes & Kettner, che dopo la sua pedaliera della serie Spirit, mette sul mercato l’Ampman.

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Antonio Cangiano, senza troppi giri di parole, lo definisce un prodotto perfetto per la fascia media dei chitarristi che riesce a sopperire più che ottimamente le necessità dei musicisti subito dopo le prime esperienze e per chi, anche a più alto livello, suona spesso in giro.
Vediamo cosa ci dice l’autore dell’articolo rispetto a questo prodotto! 

Hai bisogno di studiare e non hai spazio in casa? Attacchi cuffie e aux e vai.
Suoni in una situazione dagli spazi striminziti? Due pedali, Ampman e vai nell’impianto.
Non vuoi rinunciare alla cassa? Hai il finale. 
Non ti piacciono le simulazioni? Stacchi la redbox e metti un IR Loader.
Non vuoi più usare l’amplificatore? Lo metti in pedaliera.

Una bella interpretazione del suono prêt-à-porter senza finire nel mondo digitale, che è facile da usare e completo per tutte le esigenze di base per chi suona live.

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Come suona l’Ampman?

Andiamo al succo della questione, abbiamo in pratica quattro canali che possiamo utilizzare (i due canali principali a cui si aggiungono i boost) che permettono una serie di opzioni che definire indifferente sarebbe una menzogna spudorata.
Non sono dei canali che “derivano” da altri già noti, prendono a piene mani dalla tradizione di Hughes & Kettner, qualche utilizzatore “storico” potrà ritrovare dei suoni familiari, ma andiamo nel dettaglio…

Ampman Classic Clean Channel – L’idea di fondo è molto British, però non è un canale estremamente “cattivo” nemmeno andando su di gain (senza boost attivato) ed è alquanto “sparkling”, molto aperto e con delle alte a fuoco ma non fastidiose. Il meglio lo dà con il controllo di sagging bello spinto che ti permette di avere quel suono tipico dell’amplificatore sulla soglia dell’edge.

Ampman Classic Lead Channel – L’idea di fondo è quella di un Marshall Sound ma con più cattiveria, è un canale che ha molto poco di “pulito” e che va gestito con un pizzico di cura in più, perchè altrimenti si rischia di ottenere un suono sgradevole. Bisogna essere attenti a giocare con il tono per non essere troppo scuri e non esagerare con il controllo di sagging altrimenti si rischia di ottenere un suono non intelligibile, che causerà solo danni al mix finale del vostro gruppo/progetto. Se ben gestito, si arriva a ottenere suoni fino all’hard rock, ma non aspettatevi onde quadre da metallari, non è quel tipo di sound, con il boost sempre attivo e il gain a poco più della metà è secondo me il suo sweet spot.

Ampman Modern Clean Channel – Suono molto più flat di quello del Classic, ha un timbro che ricorda quei tipi di clean da testata high gain attuale, quindi molto chirurgico e con un pochino di “carattere” in meno, ma molto utilizzabile con effetti di ambiente e modulazioni. Se dovessimo fare un riferimento storiografico, anche se andiamo a parlare quasi di un esatto opposto, ricorda quei suoni della prima era dei transistor, che per molti versi hanno fatto comunque la storia della chitarra (più per i generi metal oriented).

Ampman Modern Lead Channel – Canale molto “estremo” dal punto di vista sonoro, ha già di per sé un gain molto importante e se si tende ad aggiungerne ulteriormente si rischia di avere un suono quasi fuzzoso. Strizza non poco l’occhio ai metallari ma non ai suoni tipici del Djent, non la reputo una macchina per fare quel tipo di genere, ma è molto indicata per l’Alternative Metal o per quelle sonorità che, per certi versi, ricordano la distorsione di un Orange.

Il Classic riesce, quindi, a sopperire le richieste del chitarrista che vive di classic rock, arriva fino all’hard rock ma oltre non è assolutamente il suo campo.
Per generi più estremi il Modern riesce a sopperire le richieste del metallaro classico senza problema alcuno. 
Con nessuno dei due ci vedrei dei suoni attinenti al jazz, forse qualcosa di fusion moderna.

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Leggi l’articolo completo a questo linkhttps://www.musicoff.com/strumenti/chitarra-test-e-demo/ampman-un-amplificatore-che-si-crede-pedaliera/

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